Se Leopardi scrivesse un libro contro la pena di morte

Vi siete mai chiesti chi si celi dietro il profilo Twitter @il_leopardi, seguito da migliaia di followers che leggono solidali i suoi post dedicati all’amata Silvia?

Beh, Il Leopardi altri non è che un bravissimo giovane scrittore (nonché programmatore).

Il suo nome è Alessandro, e la sua ultima opera si intitola “Diario di un condannato a morte”. È una testimonianza unica nel suo genere della lotta di William Van Poyck per dare un significato ad una situazione senza via d’uscita, attraverso le lettere scritte alla sorella negli ultimi otto anni della sua vita, prima dell’esecuzione.

Come scrive Alessandro, “Il libro è nato in maniera “fortuita”, mentre stavo lavorando a un altro progetto sulla pena di morte. Una volta scoperta la vita di William Van Poyck e l’esistenza delle sue lettere alla sorella Lisa, sono rimasto subito attirato dalla sua umanità, intelligenza e realismo. William mi ha fatto immergere in una realtà nascosta e sconosciuta, dove i prigionieri sono alla mercé del sadismo delle guardie e dove si comprende che anche un condannato a morte è, prima di tutto, una persona”.

Diario di un condannato a morte si può preordinare qui.

Se l’11 ottobre siete a Milano e avete voglia di conoscere Alessandro, in occasione della giornata internazionale contro la pena di morte verrà presentato il libro in anteprima.

Qui trovate qualche informazione in più sull’evento – Presentazione di “Diario di un condannato a morte”

 

 

 

 

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